La prima fonte rinnovabile ad essere stata utilizzata è quella eolica che prende il suo nome da Eolo, il Dio mitologico greco dei venti.

I primi utilizzi si hanno in campo marittimo nella navigazione, successivamente fu impiegata nel settore agricolo mediante l’uso dei mulini a vento. I primi mulini furono utilizzati nel VII secolo D.C. dai persiani che utilizzavano turbine eoliche per irrigare le coltivazioni e macinare cereali.

cenni storiciNel continente europeo fecero capolino nel Medioevo ai tempi delle crociate, in particolar modo nei Paesi Bassi. La struttura prevedeva l’impiego di una torre in pietra, sovrastata da un tetto rotante in legno che sosteneva l’albero e il sistema ad ingranaggi del mulino. Dalla parte superiore fuoriusciva un asse orizzontale al quale era fissata l’elica formata da quattro a otto pale.

In seguito, la struttura dei mulini divenne tecnologicamente più complessa ottenendo rendimenti più elevati, grazie alla scoperta della dinamica navale: sfruttando la portanza (forza utile perpendicolare alla velocità del vento), anziché la resistenza, si otteneva un aumento delle prestazioni energetiche. Verso la metà del 1800 e l’inizio del 1900 entrarono in funzione migliaia di mulini in Europa e in America, consolidando la loro importante utilità a fini agricoli e domestici.

In quegli anni nacquero le prime installazioni di generatori di energia elettrica, il primo impianto eolico installato in America  fu realizzato da Charles F. Brush. In seguito con l’incremento della potenza dovuta all’impiego di aerogeneratori a prestazioni più elevate si realizzarono i primi impianti ad asse orizzontale, da 1 a 3 pale.