Agli inizi del 1800 si manifestarono le prime preoccupazioni relative allo smisurato consumo dell’energia elettrica, temendo il giorno in cui l’industria non avrebbe avuto più risorse necessarie per far fronte alla sua sorprendente ascesa.

telstar_1

Edmond Becquerel (1820-1891)

Nella prima metà del 1800 un giovane studente, Edmond Becquerel, scopre l’effetto fotovoltaico durante alcuni esperimenti, stabilendo un primo approccio con questa innovativa tecnologia.

Negli anni a seguire alcuni scienziati britannici si imbattono nel sistema fotovoltaico, osservando una particella di selenio convertire direttamente la radiazione solare in energia elettrica.

A seguito di questo episodio nel 1889 Fritts realizzò la prima cella fotovoltaica con un rendimento di circa l’1%.

A partire dal 1950, si hanno i primi utilizzi del silicio nella struttura delle celle, grazie al fisico Gerald Pearson.

In seguito grazie a due suoi colleghi di laboratorio, l’applicazione del silicio è perfezionata ed elogiata dal New York Times.

Da qui in avanti l’utilizzo del silicio, come convertitore di energia solare in energia elettrica, trova diverse applicazioni.

Nel 1955 gli USA sperimentarono il silicio in ambito spaziale e nel 1970 l’industria petrolifera diviene il primo acquirente di celle solari.

In Italia questa tecnica, approda nel ’61 durante una conferenza romana sulle fonti rinnovabili.

Dopo l’ascesa negli anni ’90 degli impianti fotovoltaici, si verifica un importante rallentamento dovuto principalmente alla mancanza di incentivazioni.

Charles Fritts (1850 - 1903)

Charles Fritts (1850 – 1903)